
Ci sono momenti storici in cui diventa necessario fermarsi e tornare alle domande essenziali; non per trovare risposte immediate, ciò che è immediato è spesso frivolo, fugace, talvolta persino vacuo, ma per riscoprire il valore stesso del domandare. Questo libro nasce da un’inquietudine: la percezione che qualcosa, nel nostro modo di pensare, di relazionarci agli altri — nello spazio pubblico e nel dibattito politico — si stia progressivamente incrinando. Non si tratta di un fenomeno improvviso, ma di un processo lento, quasi impercettibile, che investe il linguaggio, deforma il giudizio e, più in profondità, incide sul modo in cui costruiamo il nostro rapporto con il mondo. Questa breve riflessione si propone come uno spazio di interrogazione, come un invito a rallentare, a distinguere, a comprendere. Domandare deriva dal latino demandare, de indica il rafforzare e mandare significa affidare. Demandare indica quindi l’atto di affidare o consegnare un compito a qualcuno affinché se ne faccia carico. Questo è il nostro compito: interrogarci. Facciamocene quindi carico e domandiamoci con realismo: verso che società stiamo andando? Esiste ancora un’idea vera e sincera di rispetto verso l’altro? A queste domande non vi è una risposta univoca. Ognuno, in coscienza, seguendo la propria legge morale, risponda. Ognuno, in coscienza, seguendo la propria legge morale, si ponga le sue domande.
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