Bologna, quartiere Pilastro: uomo muore in manette
Mentre le ferite di Milano sanguinano ancora (vedi articolo : Cronache di piombo e divisa infangata), nel quartiere periferico del Pilastro a Bologna, Abderrahim Fakir, un cittadino marocchino di 43 anni, ha perso la vita durante un intervento delle forze dell’ordine. Secondo le prime ricostruzioni e le segnalazioni giunte al 112, l’uomo si trovava in strada in evidente stato di alterazione e stava dando in escandescenze, arrivando a danneggiare un’auto. Sul posto sono intervenuti gli agenti che, per immobilizzarlo, hanno fatto uso dello spray urticante e lo hanno bloccato a terra a faccia in giù, ammanettandolo con l’ausilio di fascette e con l’aiuto di alcuni presenti. Le immagini di un video girato dai residenti dall’alto documentano la drammaticità di quei minuti: si vedono i poliziotti a cavalcioni sull’uomo mentre questi, immobilizzato e prono, urla invocando aiuto e ripetendo «Basta». Poco dopo, i lamenti cessano e il quarantatreenne entra in arresto cardiaco, spegnendosi prima dell’arrivo definitivo dei soccorsi sanitari. Sul caso la Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta per chiarire le esatte cause del decesso e verificare eventuali responsabilità, mentre la Questura ha messo a disposizione le registrazioni delle bodycam indossate dagli agenti. Nel frattempo, nel quartiere si è tenuto un partecipato sit-in di protesta. Familiari e residenti gridano alla giustizia e denunciano un uso sproporzionato della forza, evocando i fantasmi di altri drammatici casi di cronaca legati a blocchi respiratori prolungati durante gli arresti.
Questi i fatti, così non va!! Spaventato e inorridito da ciò, serve immediata chiarezza per capire la posizione degli agenti. Pretendere trasparenza totale, verità e giustizia significa anche difendere l’essenza stessa dello Stato di diritto.
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